Dedicato a Giuseppe Povia

Visto che Giuseppe Povia mi è entrato dentro (ooh, si fa per dire, che avete capito!!!), eccomi al mio secondo Blog, e questa volta dedicato a lui, ai suoi impegni, alle sue paure a tutto quello che si dirà in giro o che Giuseppe vorrà condividere con noi... Buona lettura!!!

Eccomi

Utente: byros
Nome: Rosario Rizzuto
Un quasi 37enne che vorrebbe vivere... e con tanto da dare. Ma tanto tanto tanto!!! Dal 29 Maggio 2006 sono Consigliere Comunale di Scandale e dal 27 Ottobre 2008 sono Assessore alla Cultura. Ringrazio i miei 56 elettori. E non sapete cosa darei per scovare i circa 100 franchi tiratori :-). Per contatti: by.ros(at)alice.it. Messanger: by.ros(at)inwind.it. By.Ros cerca di dare, gratuitamente, un servizio: nel caso qualche articolo, qualche foto possa urtare la vostra suscettibilità siete pregati di scrivere alla mia mail e cercherò di venirvi incontro. Sarà un 2009 Fantasmagorico!!!

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 11 luglio 2005

La scorsa settimana finalmente mi sono iscritto al fun club di Giuseppe Povia.
Il tutto grazie alla nuova proceduta on line che permette di scaricare il
modulo ed inviarlo via fax o mail senza per forza doversi iscrivere ai concerti.
Una bella novità che farà impennare il numero di iscritti al fun club.
Forza Giuseppe!!!

Postato da: byros a 12:28 | link | commenti (13) |
segnalazioni, fun club

martedì, 10 maggio 2005

Bellissima dichiarazione d'Amore di Giuseppe Povia verso il suo Amore impossibile e spettinato... (si ringrazia http://www.angolotesti.it/ per il testo che a sua volta ringrazia Fabio).

Spettinata

spettinata sai che per averti
farei le carte false
quelle che alla fine ci rimetti,
ma non è importante...
tu sei qualcosa che vola di più
come l'onda che arriva più su
sei l'amore proibito lo so,
ma non è importante..
e vorrei dirti che parlo di te
con la pioggia, con l'aria e con me
spettinata io e te non si può,
ma non è importante...
che ne so
che cosa cerco e
se voglio proprio te
probabilmente no,
ma non è importante...
che ne so
se un giorno ti odierò
sicuramente spettinata io
ti amerò per sempre...

spettinata quando fai l'amore
il tuo sorriso piange
è tutta colpa dell'amore,
ma non è importante...
perchè tu
sai le cose che voglio di più,
se mi guardi capisci perchè
sei l'amore proibito lo so,
ma non è importante...
ora devi fuggire da me
e ogni tanto fuggire con me
spettinata io e te non si può,
ma non è importante...
che ne so
che cosa cerchi e
se stai pensando a me, probabilmente no,
ma non è impotante...
che ne so
forse un giorno mi odierai
sicuramente spettinata io
ti amerò per sempre...
ti amerò per sempre...
(spettinata)

(Grazie a fabio per il testo)

Postato da: byros a 11:51 | link | commenti (12) |
amore, testi

domenica, 08 maggio 2005

Canzone molto carina e simpatica che la rende decisamente accattivante (si ringrazia http://www.angolotesti.it/ per il testo che a sua volta ringrazia Miki)

Triste

Mi hanno detto che prima devo esserci con me stesso, per poi esserci con un altro
ma ho bisogno di un altro per capire cos’è che devo mettere a posto
il senso della vita, è un fiume (no!) è un lago (no!) è un treno
se non lo aspetti arriverà ma come arriva se ne andrà (deficiente!)

Canta canta canta canta tanto non ti passa
sempre con le dita in bocca e la testa bassa
evidentemente la fortuna mi resiste
ecco perché guardo il cielo, quando sono triste.
Madonna come sono triste.

Ma ho scoperto (No!) la differenza tra amarsi e armarsi (Ma dai!)
è, tra capire e carpire, però chi lascia la vecchia per la nuova non sa quello che trova
si, però ci prova a camminare sopra un filo teso, un filo fine fine fine teso
resisterà resisterà e se poi si spezzerà (Deficiente!)

Canta canta canta canta tanto non ti passa
sempre con le dita in bocca e la testa bassa
evidentemente la fortuna mi resiste
ecco perché guardo il cielo, quando sono triste.
Se mi provochi il mio cuore non resiste.
Sono un tamarro che gli piace far le risse
Madonna come sono triste.
Triste, come quando guardo il culo a due turiste.
Come quando parlo delle mie conquiste.
Madonna come sono triste.
Triste
Madonna come sono triste.
Triste…
Triste sarai te.


(Grazie a MIKI per questo testo)

Postato da: byros a 21:19 | link | commenti |
testi

venerdì, 06 maggio 2005

Il Sesso e l'Amore, ovvero l'uomo e la donna... almeno secondo Povia e in effetti spesso il discorso quadra...


Il sesso e l'amore

Il sesso
cerca la tormenta,
chiaro che dopo si spaventa.
Perché il sesso
non trova mai la soluzione,
è un insicuro irrazionale.
Si, perché l’amore
è forte come il vento,
ma dopo che ci sei stato a letto
cambia atteggiamento.
E allora lì diventa logico e patetico
e allora lì… e allora lì…

Il sesso dice che è un po’ stanco,
è davvero stronzo!
Non si sente pronto!
È chiaro che l’amore pensa, ripensa
e conclude che secondo lui

È il sesso che rovina sempre tutto,
perché il sesso è l’amore con il trucco.
Il sesso li ti lascia vuoto dentro.
Il sesso ha rovinato il mondo,
perché il sesso non prende decisioni serie,
trova scuse, non vuole star con te…
E la poesia dov’è?

Cioè, mettiamo il caso
che un sesso dice ad un amore
io ti bacerei lì
lì sulla caviglia
all’altezza, l’altezza della Puglia
poi risalgo su, fino a Bologna
poi riscendo giù, giù fino a Firenze
poi mi fermo un mese su a Milano

L’amore dice “sei un cretino”
o basta molto meno
“cercati un lavoro!”
E’ chiaro che il sesso
pensa, ripensa e conclude
che secondo lui

È l’amore che
capisce sempre male,
è l’amore che
non sa giocare,
si perché l’amore crede nell’amore si,
ma sotto il nome di un segno zodiacale
Poi l’amore si compra mille scarpe
e non lo sa che il sesso
lo guarda un po’ più su!

Furbi!
Siamo sempre troppo furbi!
Ma il sesso e i sentimenti
sono degli intelligenti…

E’ il sesso, è l’amore…
Siamo allo sbando!

Postato da: byros a 04:58 | link | commenti |

giovedì, 05 maggio 2005

Volevo segnalarvi che da ieri sera  è on line anche su www.arealocale.com all’url: http://www.arealocale.com/default.asp?action=article&ID=903, la mia intervista a Giuseppe Povia nella magistrale e magnifica impaginazione del grande Gregorio. Grazie Greg.!!!

Postato da: byros a 05:37 | link | commenti |
segnalazioni

Un testo in cui traspare tutto l'Amore di Povia per la sorella, un testo che fa riflettere e mette in evidenza un problema a volte volutamente trascurato (ieri ne ha parlato anche Ambra Angiolini)...

Mia sorella

Mia sorella che si fida ad occhi chiusi della gente,
mia sorella più guadagna amore e più ne spende,
telefona... rimurgina e da la colpa a se.
Mia sorella avrebbe avuto un figlio a 17 anni,
mia sorella che si svegia tardi dai suoi sogni
e poi telefona..rimurgina...lei non aspetta principi,
le labbra di cream caramel e la sua solitudine....!
Mia sorella è pazza e mangia e più che mangia e più che è sola
poi si chiude in bagno, tira l'acqua e mette un dito in gola.
Mia sorella mi assomiglia e io lo so che cosa prova
perchè mia sorella in questo mondo non si trova.
Vuole avere ragione, vuole vincere lei, vuole essere sicura
perchè mia sorella è forte solamente quando ha paura,
perciò telefona...rimurgina, non sa quant'è bellissima
ma il volto le si illumina solo di notte al frigorifero!!!!
Mia sorella parla, parla e non fa dire una parola,
ride solo per dispetto e solo il pianto la consola...
Mia sorella gioca in porta su una spiaggia che mi sembra ieri
certe volte è ancora una bambina coi braccioli!!!!!!!
Ma mia sorella è mia...e un giorno si innamorerà
ed io dopo con chi litigo e chi mi mancherà?!!
Si, mia sorella è mia....
Mia sorella....mia sorellla...
Mia sorella è stanca e mangia e più che mangia e più che è sola,
poi si chiude in bagno ed io l'aspetto con il cuore in gola,
Mia sorella che mi tira le parole le ciabatte
ma poi vuole i bacio della buonanotte.....!!!!

Postato da: byros a 05:36 | link | commenti (2) |
amore, testi

domenica, 01 maggio 2005

Povia con il suo tastierista

Posto l'intervista che ho fatto a Giuseppe Povia.

Non so perché di punto in bianco una mattina di fine aprile leggendo sul sito www.giuseppepovia.it della presenza di Giuseppe Povia [quello de “I bambini fanno ooh”, primo in classifica sia su “Cd-Live” che su “Top of the Pops”, primo nelle suonerie scaricate, tredicesimo (al primo album) nei dischi venduti] ad una manifestazione all’Università della Sapienza, decido di contattare il Fans Club per sapere se posso intervistarlo. Quando ormai non ci credo più mi chiama Pasquale del Fans Club che mi dice che non ci sono problemi e mi chiede se voglio il numero di Giuseppe per mettermi d’accordo con lui. Il numero di Giuseppe? Ma dici davvero? Cose da pazzi. Sto guidando fermo la macchina e me lo scrivo sul primo pezzo di carta che riesco a reperire nel marsupio. Arrivato a casa me lo ricopio sul cellulare e contatto il grande Gregorio affinché provveda a farmi i biglietti per l’andata e il ritorno.

La sera, da Crotone, parto per Roma. Dormo pochissimo nel pullman e tutta notte ascolto il Cd di Povia “Evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’Amore”.

Alle 6 sono a Tiburtina, dopo un giro per la Capitale alle 15 sono alla Sapienza mentre mi avvicino decido di riprovare a chiamare Povia (prima non mi aveva riposto) e questa volta mi risponde e mi dice che sta a circa 40 chilometri da Roma. Mi tranquillizzo anche perchè nessun giornale da me consultato parla del suo impegno alla Sapienza.

D’altra parte poche ore prima è stato eletto Papa Benedetto XVI e i giorni non parlano che di lui. Per sapere qualcosa avevo chiamato mia sorella Maria che aveva trovato alcune notizie su internet e cioè che si festeggiava il 702esimo anniversario della Sapienza e che c’era prima un Convegno e poi un concerto oltre che di Povia anche dei Negramaro e dei Tetes de Bois in quartetto con Francesco di Giacomo.

Arrivo in Università, trovo l’Aula Magna ma ancora lui non c’è, mi faccio un giro riesco anche a tesserarmi per accedere alla biblioteca dell’Ateneo e poi tornando in Aula Magna eccolo sul palco che prova, finisce e si dirige nel guardaroba. Sono indeciso sul da farsi e tutta la forza che mi ha fatto partire, dopo la notte quasi insonne, è andata a farsi benedire. Poi mi faccio coraggio ed entro; Giuseppe sta parlando e al momento giusto: “Ciao io sono Rosario dalla Calabria”. Senza darmi il tempo di capire mi dice “Ah tu, fatti abbracciare” e mi si butta al collo con me che non capisco più nulla. Il tempo di riprendermi e iniziamo a parlare. Giuseppe indossa una maglietta con su scritto AMERI, CANI (“ogni riferimento non è casuale”). Dopo alcuni minuti iniziamo l’intervista che segue che essendo anche video presto potrete trovare sul sito di Tele Diogene: www.telediogene.it.

Giuseppe come mai sei qui?

“E che ne so – risponde sorridendo – è quello che mi chiedo io; sono in un posto con cui non sono mai andato d’accordo perché non sono mai andato d’accordo con gli studi nella vita; ho la scuola di strada. Però sono contento di essere perché sicuramente ho toccato il cuore di qualche personaggio sapiente in questa inconvenienza della Sapienza.

Oddio tu sei un maestro con le rime… Ti cercano tutti ultimamente.

“Sì perché è il momento; perché c’è questa sorta di consumismo anche con le canzoni, perché quando c’è un pezzo che funziona lo spremono fino alla fine. Figurati che l’altro giorno in un bar a Poggibonsi, vicino Siena, è partita la canzone (I bambini fanno ooh” nda) su una radio e la ragazza dietro il banco fa: ‘Mamma che palle questa canzone!’ E io siccome avevo il cappellino e gli occhiali e non mi aveva riconosciuto le dico: ‘Sì è proprio un cretino questo qui’. Se le dicevo che ero io magari mi linciava”.

Giuseppe ride allegramente. Una canzone che piace a tutti, ai bambini, ai grandi, agli anziani.

“Io l’ho scritta per i bambini grandi, mi fa gioia che i bambini l’ascoltano, mi chiedano gli autografi; anche se mi piacerebbe comunicare molto di più coi grandi devo ammettere che non è facile comunicare coi bambini quindi quando ci riesci è una soddisfazione”.

Ora ti cercano tutti ma tu hai tanti anni di gavetta, per 14 anni hai lavorato dietro le quinte.

“Ho fatto per 14 anni il cameriere, mi è sempre piaciuto come lavoro, perché è un lavoro di comunicazione e dove impari a riconoscere gli stronzi che c’hanno un senso solo”.

Io mi riferivo anche ai tuoi 14 anni di musica senza ribalta…

“Sì. Io non me l’aspettavo e ho colto al volo questa occasione, anche perché io nasco come autore di testi e mi piacerebbe scrivere per i grandi: Celentano, Ramazzotti; così ho colto al volo l’occasione della beneficenza per il Darfur, cosa che mi ha fatto anche comodo”.

Ma almeno tu la beneficenza la fai davvero e che la canzone è bellissima e prende il cuore è merito tuo.

I bambini fanno oh, anche noi adulti dovremmo essere capaci di fare oooh…

Qualcuno ci riesce, qualcuno ci prova, e tanti fanno finta di niente”.

C’è troppa frenesia in giro, non c’è tempo…

“In una grande città c’è mancanza di comunicazione: chiedi un’informazione e uno tira diritto; c’è questa difficoltà a guardarsi diritti negli occhi”.

Sei il vincitore morale del festival di San Remo 2005; Giuseppe Povia in giuria a chi avrebbe votato?

“La Differenza (e canticchia la loro canzone nda) e ai Negramaro il premio della critica anche se a me piace tanto Renga come cantante”.

Sei alla ribalta con “I bambini fanno ooh” ma tu hai tante canzoni… nel cassetto!

“Non tante – risponde convinto - non si scrive una canzone in 5 minuti; io su una canzone ci lavoro anche più di un anno; sì ti viene una canzone magari in 5 minuti (e accompagnandosi con la chitarra accenna “I Bambini fanno ooh” nda), per fare il resto ci ho messo un anno e mezzo”.

Dalla gavetta al primo disco: 10 bellissime tracce…

Giuseppe iniziai ad  accennare Spettinata…

In “Mia sorella” parli della bulimia?

“Parlo di mia sorella, vorrei che trasparisse l’amore che prova un fratello per una sorella. Mia sorella ha avuto questa malattia in passato, ora è guarita, così come è vera la gravidanza a 17 anni…”.

C’è voluto molto coraggio a scrivere il testo in questi termini?

“Lo so, però quando tu cerchi di aiutare tua sorella in un periodo in cui non puoi fare niente e ti senti impotente, attraverso una canzone puoi dirle: ‘Guarda che ci sono anch’io’ ”.

Ho letto che hai sofferto di depressione.

Giuseppe ride… “Depressione, attacchi di panico, crisi di ansia, di tutto…. Facendo un cammino spirituale ho trovato la soluzione”.

La depressione è un problema serio ma se ne può uscire e se ne deve parlare.

“Se ne può uscire e si diventa molto più creativi e così la depressione si trasforma in un qualcosa di positivo perché ti fa diventare ‘pazzo’ “

Proviamo ad interrogare Povia sulla depressione chiedendogli: Tu sei più per una cura farmaceutica o psicologica? Psichiatra o psicologo?

Lui con la sua sottile ironia risponde: “Se è un amico che non si fa pagare vanno bene tutti e due”. Poi tornando serio: “Se non ce la fai qualche seduta da uno psicologo o psichiatra può essere utile. Anche i farmaci se servono a capire che un domani ne potrai uscire. Io ce l’ho fatta senza prendere niente: sono stato benedetto”.

Sesso e amore sono molto presenti nel tuo cd, la differenza?.

“Io li rappresento come l’uomo e la donna. Il sesso rovina sempre tutto, in amore, a volte diventa noioso; quando c‘è la passione pensi che lei non arrivi ad un appuntamento perché è stata con un altro quando c‘è l’amore, dopo tanti anni, pensi che non arriva ad un appuntamento perché è successo qualcosa: bisognerebbe trovare una via di mezzo”.

C’è una canzone dove parli di un viaggio sulla luna e poi nel mare. Non è mai contenta la di lei di questa canzone; come mia moglie praticamente?

Giuseppe ride: “ Per una ragazza fai di tutto ma quando si arriva al momento dell’Amore lei dice che non è mai il momento, non me la sento… mal di testa ecc…; invece, in “Ecco cosa c’è” parlo della storia di due persone che stanno insieme da tanti anni e poi quando arriva la crisi, che è inevitabile, arriva la nostalgia”.

Cambiando discorso devi tanto a Paolo Bonolis?

“Sì gli devo tanto; l’ho incontrato tre volte. E’ stato importante. Io non c’ho creduto fino a che non sono salito sul palco. A parte la mia compagna Teresa e mia figlia Emma (prima nata del 2005 a Firenze nda) devo tanto a tre cose: al Premio Recanati (che Giuseppe ha vinto nel 2003 con il  brano “Mia Sorella” nda) ad Angelo Carrara (“il mio produttore, direttore più che altro un amico”) e a Paolo Bonolis.

Cosa ti aspetti per il futuro?

Nella musica tutto è possibile; voglio fare l’autore di testi (ho inseguito Vasco Rossi per fargli cantare “I bambini fanno ooh” per mesi), scrivere per gli altri; non mi piace molto stare sul palcoscenico, mi piace scrivere”.

A te piace Rino Gaetano vero?

“L’ho conosciuto dai dischi, di lui, così come di De Andrè, Baglioni ed altri, mi piace (“creo un termine”) “la direttitudine” nei testi cioè l’essere diretto, non fare tante metafore”.

Tre mesi fa ti immaginavi questo successo?

No! Macchè! Sapevo che avevo una bella canzone ma non mi immaginavo tutta questa pioggia di attenzione. Ora – si avvicina – non faccio un cazzo (non è vero nda) però mi sento stanco”.

Giuseppe che forse comincia ad aver noia delle mie domande comincia a strimpellare la chitarra e ci accenna qualche sua canzone.

Anche le case di abbigliamento cercano di farti indossare i loro capi, ma tu hai rifiutato.

Ride: Sì vogliono farmi indossare cose con il loro nome, non mi piacciono; indosso solo quello che piace a me”.

Ma quanto costa Giuseppe Povia in questo momento e quanto vorresti costare?

“In realtà non lo so. Io vorrei costare 1.500/2.000 euro al mese tipo stipendio”.

Si avvicina una fan, una pianista, per un autografo mentre suona anche il cellulare: sono gli amici (parla Lorenzo) del Fans Club che non trovano la strada per la Sapienza. Giuseppe, per telefono cerca di instradarli.

Ti lascio ai tuoi ammiratori, ci accenni per chiudere “I bambini fanno ooh”?

Povia con la sua inseparabile chitarra inizia il pezzo più trasmesso in assoluto in questo ultimo periodo e con il quale sta scalando le vette di tutte le classifiche.

E’ felice Giuseppe e ride e noi siamo felici per lui: merita tutto questo successo!

[Rosario Rizzuto] 

 

 Giuseppe firma autografi ai bambini

 

 

 

 

Postato da: byros a 04:37 | link | commenti (8) |

sabato, 30 aprile 2005

Un testo questa volta in cui Giuseppe Povia è un po' enigmatico.

Che saranno mai i "Fiori"?

Fiori

Finchè tu cerchi la passione
Troverai solo il frutto non l'emozione
E ma se tu mischi un odore
allora si che vedrai i Fiori ballare

Ma dici il sesso senza amore non ti ispira
Però il concetto questa sera ti attira
Gli istinti veri sono fondamentali
Ma tu non ti abbandoni e..

Tu non senti odore di fiori
però mi annusi
poi levi la mano ti scusi
così mi illudi

E sento che fuggi da ieri
quando c'erano i fuochi
e come ti piaceva
che ti bruciavi

Ma adesso che si fa
fiori fiori fiori
Finchè tu cerchi una ragione
per tutto quello che fai
sbagli stagione
E ma se tu mischi un odore
allora si che vedrai
i fiori ballare

Pero' l'eccesso come a tutti un pò ti attira
Guarda che è importante anche non prendere la mira
Gli istinti veri sono fondamentali
Ma tu non ti abbandoni e..

Tu non senti odore di fiori
però mi annusi
poi levi la mano ti scusi
così mi illudi

E sento che fuggi da ieri
quando c'erano i fuochi
e come ti piaceva
che ti bruciavi

Tu non senti odore di fiori
senti che profumo di Fiori

Ma adesso cosa fai
cosa fai
lì sorpresa vai su
tra cento colori
e lo fai (sento già che ti amo)
e lo fai
e sei l'acqua dal cielo che bagna i miei fiori

Goditi l'odore dei fiori
Nei tuoi pensieri esprimi tre desideri sui miei sentieri
Magari siamo pure banali si,ma sognatori
Coi fiori pieni di radici
Ma pure con le ali, fiori fiori fiori
Senti che profumo di fiori,
fiori fiori fiori
Goditi l'odore dei fiori
fiori fiori fiori
e dopo si vedrà..

Postato da: byros a 07:38 | link | commenti (2) |
testi

venerdì, 29 aprile 2005

"Non è il momento" è una canzone simpatica oltre che bella. Giuseppe immagina di portare la propria donna, per fare l'Amore, fin sulla luna e poi in fondo al mare. Ma per lei non è mai il momento giusto e c'è sempre qualcosa che non va o qualcosa di più importante da fare.

Non è il momento

Mi son preso il fine settimana per portarti a far l’amore sulla luna
Con la tenda e il vino rosso e le polpette di mia mamma come piace a te
Ed inclusa c’è una pergamena chiusa e un inestimabile collana rosa
Di romanzi a fumetti perché sogneremo tanto io e te.
Parleremo poco perché ci capiamo basta che poi dopo non ci addormentiamo
Ma che brava, che brava prepari il caffè.
Cinque stelle cadono di striscio delicate sul tuo corpo liscio, finalmente non manca più niente…

Lei sente freddo, è il 7 agosto, manco una sauna è più calda di qua
Rismonta tutto, ricambia posto
Luna calante cresci per me.

Santo protettore della mia pazienza io ti prego ancora non lasciarmi senza
Tienimi lontano dalle prime liti e tutto si sistemerà
Per esempio adesso siamo in fondo al mare ci baciamo a lungo senza respirare
Ma il mio cuore mi dice che non ce la fa
Guarda quella grotta sembra un bilocale la conchiglia rossa è matrimoniale
Finalmente non manca più niente…

Lei, lei dice è troppo, ma è l’8 marzo
Tutte le donne vorrebbero me
Rismonta tutto, ricambia posto
Son sette mesi che dici che…

Non è il momento
Non me la sento
Anche le amiche ti dicono che
Mi vesto male e poi voglio cantare
Ma che ambizione
Stupida
è?!

 

Postato da: byros a 07:36 | link | commenti |
amore, testi

giovedì, 28 aprile 2005

La canzone che mi piace di più in questo momento; "mi manchi", una parola dolcissima e che significa tanto. MI MANCHI STELLA...

Ecco cosa c'è

C'è che forse noi non abbiamo più tempo da darci
ecco cosa c'è
è colpa mia
è colpa tua
bugia
è colpa di tutti e due
e calcolando con un dito
questo amore indefinito
ecco cosa c'è
meno me più te
meno te più me
è uno zero è l'infinito
così anche il sesso si è staccato dall'amore
ma la passione che ho per te
ancora c'è
e niente più metafore per dirti che mi manchi tanto
(che mi manchi tanto... mi manchi tanto...)
non ti ricordi che mano per mano
come fanno due pazzi così ci amavamo...
beh...
forse ti scordi il profumo dei baci e il tuo viso che cambiava piano
ma adesso dimmi perchè a primavera
sono qui che la sento ancora
nell'aria
la nostra storia
ecco cosa c'è
è...
ecco cosa c'è
solo se mi avvicino al tuo collo mi vengono i brividi
ecco cosa c'è ah
Io ci vorrei salvare sai.. si
Io ci vorrei salvare
volare verso nuove mete ed inventare noi
per rincontrare noi
per riscoprire noi
sarà banale ma io sono qui per dirti che mi manchi tanto
(che mi manchi tanto) mi manchi tanto...
Non ti ricordi che mano per mano
siamo andati a Santiago
che strano cammino
beh
forse ti scordi quel sogno che ci siamo incontrati in una cattedrale
ma adesso dimmi perchè a primavera
sono qui che la sento ancora... nell'aria
la nostra storia... capolavoro
ecco che cos'è
ecco cosa c'è che non ti ricordi
può darsi
comunque è stato bello amore... amarti

Postato da: byros a 12:10 | link | commenti (2) |
amore, testi



Archivio

oggi
luglio 2005
maggio 2005
aprile 2005

Foto Recenti


Heracleum blog & web tools